… E N E R G I A… E N E R G I A… E N E R G I A…
EMOZIONI IN CIRCOLO… EMOZIONI CHE CIRCOLANO… nella piazza gremita. Ve la state immaginando questa piazza ?
Con i parcheggi senza macchine. I giochi dei bambini. La voce di Francesco, uno dei volontari di “Tutti pazzi per Gaetano”, speaker ufficiale della serata, che racconta la magia della prima iniziativa pubblica di IO POSSO e le ragazze dietro ai banchetti, infaticabili e sorridenti fino a tarda sera. Donano cuori, portachiavi, portafoto di carta azzurra con due gabbiani in volo, come ringraziamento alla grande solidarietà dei tanti che domenica sono venuti nella piazza di Calimera per sostenere IO POSSO.
Pietre d’ogni tipo, esposte per essere ammirate da occhi curiosi. Pietre variopinte, di mare, di terra, ciottoli di fiume, residui di lava. Possenti, minute, solide, porose, informi, incastonate, modellate, raschiate, ruvide, lisce, colorate, opache, lucide. Ve lo state immaginando quest’arcobaleno della generosità e dell’affetto dei tanti che hanno voluto rispondere al Concorso “Che ci fai con una pietra?”. E che, insieme a noi, stanno sognando che, pietra dopo pietra, sia possibile costruire un muro, di più… una Terrazza per i malati di Sla.
Ve l’abbiamo detto perché abbiamo deciso di chiamare così la manifestazione di domenica scorsa? Forse, no… scusateci! Eravamo così presi dalla frenesia di parlarvi di IO POSSO e, soprattutto, del progetto di Gaetano “Tutti al mare… per chi ci sta e con la Sla!”, che ci è sfuggito di dirvi che nel dialetto del nostro territorio (Calimera è una cittadina della Provincia di Lecce) “ogni petra azza parite” è un detto popolare che sta a significare che solo con l’aiuto di tutti e di ciascuno si possono erigere muri, costruire terrazze. Fuor di metafora: solo tanti gesti concreti di solidarietà possono realizzare progetti ambiziosi. Non si dice… e, soprattutto, non si fa così anche dalle vostre parti?
Le tantissime pietre che sono state portate in piazza sono il segno tangibile della generosità con la quale la nostra comunità ha risposto al progetto. Frammenti di una comunità viva che domenica, in piazza, si è stretta intorno al sogno di Gaetano e sta credendo che sia un sogno realizzabile.
CALIMERA, GRAZIE!!!
È stata proprio una festa. Le sentite da lontano le urla dei bambini che hanno fatto canestro? E poco distante il clangore delle spade dei giocatori di scherma…, e sul piazzale, accanto agli Scout che giocano al “Boccione”, le state vedendo quelle manine piccole e delicate afferrare pietre che sanno di sale per comporre il mosaico della Terrazza? Dai, tra poco ci sarà anche la libraia col suo bambino in grembo che leggerà una fiaba da dietro il teatrino… eccola arriva!
Più avanti i ragazzi della ludoteca fanno divertire bambini più grandicelli con i giochi di una volta, e gli animatori dell’ACR poco più in là insieme con l’associazione dei ragazzi disabili … Tutti insieme per alzare un muro di solidarietà.
L’arrivo dei colleghi poliziotti, ragazzi, che momento! Tutti col fiato sospeso. Sono venuti gli amici orgogliosi, compagni di tante avventure… e il cuore nel frattempo è arrivato in gola. La macchina blu è stato presa d’assalto dai bambini curiosi… e dai, su, ammettetelo: chi è che, almeno una volta nella sua vita bambina, non ha avuto la passione per la divisa?, chi è che, almeno una volta a Carnevale non si è travestito da poliziotto?
Beh, a Gaetano quella passione è rimasta pure da adulto: quando ha indossato la divisa è stato uno di quei poliziotti precisi, accurati, perseveranti. Uno che quella professione l’ha scelta, non per caso. Affamato di conoscenza, non si perdeva mai un corso, instancabile, vulcanico, cazzuto, ribelle e sempre… umano, umanissimo con tutti. Poliziotti, amici, delinquenti. Ragazzi, cazzo, il cuore è arrivato di nuovo in gola!
Intanto la piazza si sta facendo più bella: grandi e piccini hanno dipinto il murales della solidarietà . Colore, calore, tanto calore nella piazza gremita. È un’onda lunga che avvolge tutti, anche chi solo fisicamente è lontano… Le facce curiose e i cuori palpitanti dei partecipanti si sono tuffati in quell’onda, come i delfini che la stessa domenica mattina, poche ore prima dell’inizio della manifestazione, proprio in quel mare in cui sorgerà la Terrazza, pochi chilometri distanti da Calimera, a San Foca, nella Marina di Melendugno, nuotavano a riva.
Ragazzi, siamo già al tramonto e l’entusiasmo dei volontari IO POSSO continua a crescere. Fieri di indossare le magliette con il logo, offrono spiegazioni, regalano pietre, accendono fari, prendono un caffè, montano cavi e casse. Tutti contagiati dal sogno di Gaetano che è diventato il loro sogno. Che squadra! E che Capitano!
Interminabile l’applauso all’arrivo di Gaetano. Forte, avvolgente, appassionato… e il cuore è tornato di nuovo in gola, accidenti!!! Siamo alla foto di rito. Tutti stretti intorno a Gaetano, dentro il gazebo che sembra piccolo per contenere l’energia dei volontari “Tutti pazzi per Gaetano”, dei soci dell’Associazione 2HE, dei familiari. Caterina in braccio a Giorgia. Francesca è sulle gambe di papà Gaetano. Sorridete… please, niente lacrime!
Alessio sale sul palco, a lui Gaetano ha affidato le sue parole. La piazza è attenta, ascolta seria, raccolta, fiduciosa del progetto.
Comincia a far freddo, ma arriva la musica dei “Lisarìa ca votùne” (nella nostra lingua grika: pietre che rotolano) a scaldare l’atmosfera. Antonio invita tutti ad andare intorno al palco. … Beddhra preparate stasira c’è ʼna festa… ne sciamu a ballare ʼnnanzi a mare… … one love! One heart! Let’s get togheter and feel all right… … apriti li purtuni apriti ca ʼbe dicu… … georgia…georgia…
L’adrenalina in corpo è tanta. Arrivano pure i balli scatenati delle volontarie, di Laura, Sara, Elisabetta, Giorgia… come ai vecchi tempi… La mente dei volontari e amici di Gaetano fa una capriola all’indietro. Antonio dal palco ricorda la casa, la casa dei Fucetati, la casa delle cazzate e degli ardori giovanili – ve ne avevamo parlato già della nostra casa!‒ e la mente di tutti loro scivola via tra i ricordi… Nella testa di Carlo, per esempio, come un abbaglio… ritorna in mente un concerto con la cinquecento appena patentati e poi Francesco, con quei capelli Medusa Marley e ancora Emanuele, Alessandro, Stefano, Aldo, Pierluigi, Andrea a giocare a tressette e briscola e preparare grigliate e bere vino; Antonio sul motorino con la tuta verde fosforescente verso la dance hall e i graffiti giamaicani sulle pareti e le pucceddhe nei boschi e i capodanni negli scantinati presi in affitto… e Gaetano con gli inseparabili amici a quattro zampe: Paquito, Chiquito e Bonita.
Arrivano i saluti finali. Le luci si spengono, i ragazzi caricano una pietra dopo l’altra sul camion di Stefano, un altro volontario. Si smontano i gazebo, un cane se ne va solo per la sua strada, gli ultimi abbracci. Sotto le coperte l’adrenalina è ancora in corpo. Sulla chat centinaia di messaggi tra i volontari, fino a notte fonda, per dirsi che oggi è stata posata la Prima Pietra della Terrazza sul mare per i malati di Sla.
Al risveglio, tra i volontari, le emozioni del giorno precedente girano ancora vorticose… l’euforia per quello che è stato, la carica ricevuta dalle tante persone venute alla Festa, le ossa un po’ rotte per aver riprovato i balli scatenati come un tempo, il cuore in gola all’arrivo del fiero Capitano. E tutto sembra come un sogno. Come un SOGNO, di cui, forse, un gruppo di amici e un Paese intero avevano BI-SOGNO per ritrovare quella socialità autentica.
Al risveglio, hai già il sole del mattino in faccia che ti avverte che è cominciato un Nuovo Giorno: IO POSSO oltre il 12 Aprile… di corsa verso la Terrazza. Il mare ci aspetta.
Avanti così Capitano, traccia la rotta, l’equipaggio è carico e pronto a raggiungere molti porti, la nave è solida e ci porterà lontano. Capitano, avanti tutta, il più bello dei mari lo abbiamo appena cominciato a navigare.
G R A Z I E
a tutti voi che avete sostenuto e continuerete a sostenere il Progetto “Tutti al mare… per chi ci sta e con la Sla!






Leave A Comment