La polizia ha sgominato la banda che aveva base in una delle traverse di via Montinari, situata tra la piazzetta del Monumento ai Caduti e la villa comunale di Calimera. Le singole cellule del gruppo agivano separatamente ma formavano una rete che si estendeva anche ad altri paesi della provincia, con ramificazioni in tutta Italia e anche allʼestero.

Le indagini, iniziate nel febbraio del 2015 e proseguite fino a oggi, hanno evidenziato che detti sodalizi, sebbene autonomi, risultavano agire secondo una “rete” relazionale basata sulla conoscenza reciproca dei singoli accoliti e sull’interscambio di informazioni ‒ attraverso un lessico convenzionale comune (misto di alfabeto farfallino e registro nerdiano) ‒ tramite i mezzi di comunicazione più all’avanguardia (dal telefono senza fili fino a WhatsApp).

Un covo di svariati aderenti al clan ha deciso di collaborare con la giustizia: ognuno di loro ha rilasciato dichiarazioni sul capoclan, Gaetano Fuso, di anni 38.

Uno degli arrestati, Giuliano, fermato grazie alla collaborazione della squadra mobile del suo capoluogo, dopo estenuanti interrogatori ha rilasciato importanti informazioni circa il carattere del Leader:

«Mite, sincero, onesto, altruista, schietto… dice sempre quello che pensa in faccia. Uno sportivo. Uno che non ha mai assunto integratori… il suo integratore preferito? Le cicorie lesse con la cipolla fatte da sua madre!!!

Testardo, forse? Uhmmm no, un mulo direi. Quando vuole una cosa va a prendersela. Anche con la Terrazza per mandare in vacanza la Sla sarà così!»

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Un altro affiliato, Dario, che aveva condiviso con il ricercato anni di latitanza, ha spifferato quanto segue:

«Ottimo cuoco, mi ha insegnato a cucinare il pesce al forno, nella casa presa in affitto per un anno a Matera. Eravamo stanchi della vita da caserma, volevamo avere il conforto e la comodità di una casa nei giorni lontano dalle nostre case…

Mi ha fatto capire cosa significhi il vero Amore… custodisco ancora nella mente le sue confidenze più intime sulla storia con la sua sola e unica compagna…».

«Lui è così, un operatore di Polizia Scientifica professionale, aggiornato, all’avanguardia…»: queste le parole di Danilo, noto compagno di scorribande.

Dalle intercettazioni telefoniche tra il capoclan e una certa Pamela risultano frequenti le telefonate in codice: «Gaetano, pronto? Cornetto e caffè!!!».

Svariati sono stati i colpi andati a segno per il clan, molteplici i viaggi di “lavoro” che hanno visto protagonista il nostro Leader, che ha sempre voluto gestire i business in prima persona. Dalle rivelazioni di un suo compare, Carlo, apprendiamo la portata stessa delle operazioni che varcavano le soglie locali:

«Concerto di Jovanotti al Palaflorio di Bari. Finito il Concerto, anziché rientrare a casa decidiamo di proseguire, destinazione: Roma, il giorno dopo ci sarebbe stato il concertone del 1 maggio. Durante il viaggio facciamo sosta in un autogrill, dove per caso incontriamo tutta la band di Jovanotti, anche loro diretti a Roma. E lì grande gioia e grande festa con i musicisti che ci offrono panino, birra e caffè. Riprendiamo il viaggio e vedo Fuso (non lho mai chiamato per nome) molto stanco. Più volte gli chiedo di farmi guidare, ma lui, un po per la cocciutaggine che lo contraddistingue, ma soprattutto perché la sua macchina laveva appena acquistata, si rifiuta. Di colpo il sonno prende il sopravvento sullorgoglio e Fuso si accosta e mi fa: “Guida tu tra unora mi sveglio e ti dò il cambio. Si è risvegliato che eravamo arrivati a Roma.
Poi a Roma 4 giorni di puro divertimento ma questa è un
altra storia…».

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Molteplici le location delle gesta del Capo dei Capi, alcune particolarmente singolari, tali da paragonare il Nostro a una specie di 007. Dalla deposizione di Davide, un suo braccio destro, apprendiamo:

«Un giorno stavamo facendo una pescata in barca. Circa sette miglia dalla costa. È l11 novembre… e vabbè che qui da noi, nel Salento, a novembre c’è ancora il sole che brilla nel cielo e che proprio l11 novembre festeggiamo S. Martino bevendo vino a più non posso, e vabbè che era una giornata soleggiata, ma l’acqua era chiaramente freddissima… A un certo punto Gae pensa bene, nellʼattesa di ritirare il conzo, di spogliarsi completamente, mutande comprese, e di buttarsi in mare!!! E noi increduli lo guardavamo dicendo: “Questo è pazzo”».

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«Le discese con lo snowboard alle prime ore della giornata, quando le piste sono ancora praticamente un deserto… sono un’esperienza che se non provi non puoi capire che effetto ti faccia. Alle 8:45 eravamo già sulla seggiovia, ancora chiusa!!! Neanche l’euforia dei bambini nel primo giorno di scuola. Nell’attesa che aprissero, ci scolavamo il classico bombardino, per partire belli caldi…».

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La squadra mobile ha eseguito ‒ su delega della Procura di Calimera ‒ misure cautelari nei confronti di almeno 30 persone. Si attendono, per i prossimi giorni, scottanti rivelazioni sul Capo dei Capi.