Ci siamo lasciati sabato scorso che eravamo riusciti a malapena a dirvi del sogno di Gaetano e di come, nel giro di pochi mesi, fosse diventato anche il nostro sogno. Il sogno della comunità di IO POSSO: la terrazza per mandare in vacanza la SLA.

Eravamo così emozionati che le parole ci uscivano appena.

Come quando incontri un tipo o una tipa alla fermata della metro e rimani folgorato/a dalla sua bellezza. Stai lì fermo, muto, invece vorresti dirgli del mondo intero. Stai lì che non trovi le parole. Invece, vorresti prenderla/o per mano e portartelo/a via con te, per sempre.

Così noi, quando abbiamo cominciato a raccontarvi del sogno di Gaetano, del sogno di tutti noi di IO POSSO, non trovavamo le parole per dirvi di quella folgorazione.

Poi ci siamo messi a cercarle, per raccontarvi cosa sta combinando questa “brutta banda di pazzi pieni di idee”, di Pazzi per Gaetano, per realizzare quel sogno.

Le abbiamo trovate e oggi ve le vogliamo dire quelle parole, perché il sogno di Gaetano, il sogno di tutti noi di IO POSSO, diventi anche il VOSTRO SOGNO.

IO POSSO. Un sogno. Un sogno che diventa il sogno di molti. Un sogno che si unisce ai sogni di molti.

Ai sogni sognati di notte, quando gli altri dormono e tu, con gli occhi dannatamente sbarrati, lo vedi lì, materializzarsi davanti a te, e grondi sudore… per la paura…

Per la paura che ti blocca, che ti rende muto e fermo. Per la paura di non farcela… mentre tu vorresti correre incontro e riabbracciare la Vita. Ma hai pure denti stretti per farcela. E la voce interiore che ti dice: VINCERE OGNI GIORNO. Nonostante tutto.

Un sogno che si unisce ai sogni sognati di giorno. Ininterrottamente dalle 6:00 della mattina, quando ancora addormentato, con appena la metà del tuo occhio aperto, osservi che dalla chat del Gruppo di “Pazzi per Gaetano” hai 87 messaggi ‒ sì avete capito bene ‒ O T T A N T A S E T T E… e sono solo le 6:00 del mattino.

O T T A N T A S E T T E pensieri sincronizzati sul quel sogno.

O T T A N T A S E T T E Vite che stanno pensando, desiderando, costruendo quel sogno. Ininterrottamente così, per tutta la giornata.

Alle 12:00 i messaggi sono a quota 128 ‒ ripeto a q u o t a C E N T O V E N T O T T O ‒ frammenti di quel sogno che ha bisogno di VOI per realizzarsi.

Tre chat contemporaneamente che scrivono idee, proposte, emozioni… “ragazzi, potremmo organizzare anche un torneo di calcetto…”, “sì, ma chi si occupa di montare i gazebo?”, “ragazzi non vi dimenticate dei gadget”, “ehi il logo dev’essere ad alta risoluzione”, “lo carico sul drive”, “ciao, volevo dirvi che per i comunicati stampa io ci sono”, “perfetto!, carico tutto si drive…” “con businness plan come stiamo messi?”, “per l’IBAN?”, “l’autorizzazione del Comune per la manifestazione è ok?”… Qualcuno ci scherza su: “whatsApp ci porterà come esempio mondiale!!!

 

Ragazzi, cazzo stiamo lavorando, qui rischiamo di perdere il posto di lavoro… ma il desiderio di leggere è più forte. Il desiderio di prendere e dare energia a quel sogno è più forte… Li leggiamo tutti quei messaggi. Tutto d’un fiato. Col telefonino sotto la scrivania e lo sguardo alla porta, ché non entri nessuno nel nostro ufficio proprio in quel momento, per carità. Che energia ragazzi, dovreste leggerli anche voi quei messaggi. Tutti. Tutti d’un fiato.

IO POSSO è un progetto. Un progetto di un gruppo di amici. Di amici ritrovati. Di nuovi amici. Un progetto nato su una pietra. La prima pietra. La nostra ‘casa’. Il luogo dei ricordi. Il luogo del rifugio. Il luogo in cui era bello stare insieme. Delle risate, delle lacrime, della spensieratezza. Delle cazzate giovanili. La musica, la musica, la musica che girava – uhm dio che tempi ragazzi! – gli scherzi, le partite a tressette, le grigliate… le bevute, gli amori, i graffiti alle pareti… la voglia di stare insieme, il tempo che non aveva durata. Era tutto lì il Tempo. Era un attimo eterno.

 

 

IO POSSO è l’entusiasmo che unisce, il buonumore che contagia, la speranza che prevale, la VITA che VINCE OGNI GIORNO… Sono foto, comunicati, business plan, riunioni, autorizzazioni, organizzazioni, i salvadanai, il Concorso “Che ci fai con una pietra?”, il progetto tecnico, la manifestazione del 12 “Ogni petra azza parite”. Sono le nostre pietre. Sono le vostre pietre. Quelle state raccogliendo nelle vostre passeggiate, quelle che le vostre mani stanno levigando, modellando, dipingendo, perché rinascano in forme diverse e possano avere nuova vita.

IO posso è la volontà di mandarla in vacanza quella fottuta stronza della ‘perfida signora’. Quella che ha preso il corpo, ma non prenderà anche l’anima di Gaetano.

IO POSSO è tutto questo e molto altro ancora. E tutto questo sta accadendo per merito di Gaetano. FATE DIVENTARE IL NOSTRO SOGNO ANCHE IL VOSTRO SOGNO, perché OGNI PETRA – come si dice nel Salento – AZZA PARITE. Ogni pietra serve per erigere una parete, una casa, una comunità. Ogni pietra serve per mandare in vacanza quella fottuta stronza della ‘perfida signora’. Insieme a VOI, noi possiamo!